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ABROGATO  il registro infortuni.
Dal 23 dicembre 2015 non è più un obbligo.

 

Il Registro Infortuni, previsto dall’Art.403,  D.P.R.  547/55 e successivamente  dall’art. 4, comma 5, lettera o), D.Lgs 626/94 e s.m.i.  E’ STATO ABROGATO dal   D.L.vo 151 /2015 già stabilito dall’articolo 53, comma 6 del d.lgs. 81/2008 e s.m. e connesso all’emanazione del nuovo decreto interministeriale di cui all’articolo 8 comma 4 del richiamato d.lgs. n. 81/2008

Dal  23 dicembre 2015  viene sanzionata la omissione della comunicazione telematica di infortunio oltre i tre giorni.

Il  D.lgvo 14 Settembre 2015, n°151 all’articolo 21 comma 4, ha abolito l’obbligo della tenuta del Registro Infortuni    a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di che trattasi, e cioè dal 23 dicembre 2015.

Dal 22 marzo 2016  inoltre , cioè 180 giorni successivi alla data di entrata in vigore dello stesso decreto , viene previsto che ogni  medico, che  presta la assistenza ad un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale, è obbligato a rilasciare il certificato in via telematica , come avviene per i certificati INPS .

La trasmissione per via telematica del certificato di infortunio sul lavoro o di malattia professionale sarà effettuata utilizzando i servizi telematici messi dell’INAIL secondo procedure che saranno emanate ed illustrate dall’Istituto assicuratore .

 

 

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ATTENZIONE!!!!!!!!
Penalità  raddoppiate e triplicate per visite mediche e formazione…

 

Con l’entrata in vigore del D. Lgvo 14 Settembre 2015, n°151 ( 24 settembre 2015 ) , sono  aumentati gli importi relativi :

  • al mancato invio dei lavoratori alla visita medica  entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria;
  • alla formazione dei lavoratori;
  • alla formazione dei dirigenti e preposti;
  • alla formazione dei lavoratori incaricati9 all’attività di prrevenzione  incendi e lotta antincendio;
  • alla formazione del R.L.S..

Infatti l’art 20, comma 1, lettera i) , recita testualmente: 

i) all'articolo 55 dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente:

  «6-bis.  In  caso  di  violazione   delle   disposizioni   previste dall'articolo 18, comma 1, lettera g), e dall'articolo 37,  commi  1, 7, 9 e 10, se la violazione si riferisce a piu' di cinque  lavoratori gli importi della sanzione sono  raddoppiati,  se  la  violazione  si riferisce a piu' di dieci lavoratori gli importi della sanzione  sono triplicati.»;

 

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IMPIANTI AUDIOVISIVI: modificato l’art 4 della legge 300/1970.
Controllo a distanza  del lavoratore

 

L’art.23 del D.Lgs n° 151/2015, ha  apportato modifiche modificato  all'articolo 4  della  legge  20  maggio  1970,  n.  300  e  all'articolo 171 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

 

1. L'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n.  300  e'  sostituito dal seguente:

 

 «Art. 4 (Impianti audiovisivi e altri strumenti  di  controllo).  -

1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti  dai  quali  derivi anche la possibilita' di  controllo  a  distanza  dell'attivita'  dei lavoratori  possono  essere  impiegati  esclusivamente  per  esigenze

organizzative e produttive, per la sicurezza  del  lavoro  e  per  la tutela del patrimonio aziendale e possono  essere  installati  previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale  unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel  caso

di imprese con unita' produttive ubicate in  diverse  province  della stessa regione ovvero in  piu'  regioni,  tale  accordo  puo'  essere stipulato  dalle   associazioni   sindacali   comparativamente   piu' rappresentative sul piano  nazionale.  In  mancanza  di  accordo  gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono  essere installati previa autorizzazione  della  Direzione  territoriale  del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con  unita'  produttive dislocate negli ambiti di competenza di piu'  Direzioni  territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

  2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli  strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere  la  prestazione  lavorativa  e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

  3.  Le  informazioni  raccolte  ai  sensi  dei  commi  1  e  2 sono utilizzabili a  tutti  i  fini  connessi  al  rapporto  di  lavoro  a condizione che sia data al  lavoratore  adeguata  informazione  delle

modalita' d'uso degli strumenti e di effettuazione  dei  controlli  e nel rispetto di quanto disposto dal  decreto  legislativo  30  giugno 2003, n. 196.».

Penalità prevista: arresto da 15 giorni ad un anno o ammenda  da  € 154,00 a  1.549,00  ai sensi dell’art 38

 

 

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